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Premiare per motivare: il valore del “cartellino verde”

Il 29 settembre, 2015

Premiare per motivare: il valore del “cartellino verde”

La serie B di calcio sta per inaugurare una novità assoluta: il cartellino verde. A cosa servirà? Nulla a che vedere con le sanzioni, che continueranno ad essere veicolate dai soliti cartellini rosso e giallo. Col verde, udite udite, l’arbitro potrà premiare i giocatori.

Mandi fuori la palla per consentire ai medici di soccorrere un avversario? Ammetti di non aver subito un fallo che ti era stato erroneamente fischiato a favore? Riveli all’arbitro il tuo tocco di mano prima che il pallone finisse nella rete avversaria? Il direttore di gara ti sventolerà sotto il naso, sorridendo, il cartellino verde perché tutti sappiano del tuo gesto di fair play. E a fine campionato il giocatore più “buono” riceverà un premio tutto suo.

Premiare per motivare è un approccio innovativo nel calcio e sottovalutato in molti altri ambiti. Pensiamo al mondo del lavoro ed a quello della scuola: l’idea secondo cui si debba partire dai punti di debolezza per correggerli anziché dai punti di forza per favorire il cambiamento virtuoso è, purtroppo, ancora prevalente.

Il coach usa soprattutto cartellini verdi

Si tratta di una visione opposta a quella del Coaching, così generoso nell’esaltare il “buono”, il “bello”, il “meglio” della persona. Il coach usa soprattutto cartellini verdi, celebrando i successi (anche quelli piccoli e semplici) che, goccia a goccia, serviranno a riempire di energia il serbatoio della motivazione nutrendo quella proteina vitale che è l’autoefficacia. Senza cadere in una sterile accondiscendenza di maniera, sono proprio questi presupposti a rendere possibili nuovi e più significativi successi. Percorrendo la strada di una piena realizzazione personale.

  • Da Gabriele Sola  0 Commenti   
  • autoefficacia, cartellino verde, motivazione, premiare, premio

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