OK Coaching | Bastioni di Porta Nuova 21 - 20121 Milano | Via delle Querce 7 - 24048 Treviolo - Bergamo | +39 035 203608

Seguici su

Blog

Il 29 settembre, 2015

Premiare per motivare: il valore del “cartellino verde”

La serie B di calcio sta per inaugurare una novità assoluta: il cartellino verde. A cosa servirà? Nulla a che vedere con le sanzioni, che continueranno ad essere veicolate dai soliti cartellini rosso e giallo. Col verde, udite udite, l’arbitro potrà premiare i giocatori. Mandi fuori la palla per consentire ai medici di soccorrere un avversario? Ammetti
Il 31 agosto, 2015

Mental Coaching nello sport: ascoltate Jorge Lorenzo

L’efficacia del Mental Coaching nello sport è riconosciuta dalla gran parte degli atleti di primo piano: allenare il cervello determina sempre più spesso la discriminante tra vittoria e sconfitta. Il quattro volte iridato Jorge Lorenzo, protagonista della MotoGP, fornisce un’ulteriore testimonianza di come, nello sport di vertice, il contributo di un buon mental coach possa rivelarsi
Il 16 giugno, 2015

Sul web si parla di noi

Si parla di OK Coaching. Ecco l’intervista sul Life Coaching pubblicata da DimensioneFashion.com, il blog che si occupa di nuove tendenze e benessere. Il nostro OK coach Gabriele Sola spiega come il Coaching può avvicinare alla piena autorealizzazione.
Il 3 giugno, 2015

Il coach non è un guru

Nel suo ultimo film, “Le leggi del desiderio”, Silvio Muccino interpreta un sedicente life coach che somiglia piuttosto ad un guru: un elegante e fascinoso ciarlatano. Di quelli che per affermare se stessi inducono negli altri – goccioline in un mare di fans adoranti e plaudenti – un profondo senso d’inferiorità e dipendenza. Il personaggio,
Il 1 giugno, 2015

Sport Coaching: nel cuore del “derby interiore”

Guardare al Coaching nello sport significa rifarsi all’origine del metodo che oggi viene applicato con successo ad una moltitudine di ambiti differenti. Timothy Gallwey, il padre del Coaching, ne delineò i fondamenti osservando l’inner game che si consuma all’interno dell’atleta… e che finisce col consumare, se non gestito, le sue risorse psicofisiche. Quel costante derby interiore
Il 31 maggio, 2015

Alla scoperta delle emozioni

Emozioni: queste sconosciute. L’animo umano ne è intriso; raccontano i bisogni più profondi (nostri e di chi ci vive intorno) imponendosi sulla mente e sul corpo. Determinano il colore del nostro essere “qui e ora” sulla scala cromatica tra felicità e infelicità… Presupposti – tanto universali da apparire scontati – che cozzano con un’evidenza disarmante:
Il 30 maggio, 2015

“Coach”: quella carrozza partita dall’Ungheria

Sai da dove deriva il termine “Coach”? Da una località ungerese, Kochs, non lontana dalla capitale Budapest e celebre perché vi venivano prodotte carrozze di qualità. Nel XIX secolo gli studenti delle università britanniche presero a definire Coach i tutor più capaci, quelli in grado di trasportarli “in carrozza” verso il capolinea dell’anno accademico. Tim
Il 30 maggio, 2015

Dal sogno all’obiettivo: la concretezza del Coaching

C’è un ingrediente che distingue il Coaching dalla maggior parte delle metodologie di sostegno ed aiuto: la concretezza. Anche nel Coaching si parte surfando sulle emozioni, dopo aver perlustrato i bisogni si guarda ai sogni. Ma è l’edificazione del ponte sul “futuro desiderato” a fare la differenza: la sua consistenza, quella materialità fatta di obiettivi
Il 27 maggio, 2015

Il Coaching e l’allenamento all’ascolto di sé

Era quel nodo irrisolto, quell’obiettivo offuscato, quella potenzialità inespressa, quella felicità sovraesposta, quel dolore sopito: “Urlava forte, là sotto, ma non riuscivo a sentirlo per una ragione tanto semplice da sembrare banale: l’incapacità di ascoltarmi”. Ci siamo passati tutti. A ben pensarci, l’ipoacusia verso di sé e gli altri è un effetto collaterale di questi
Il 19 febbraio, 2015

F come Felicità, e come Flow

Si chiama Flow, termine inglese che significa “flusso” e si riferisce ad un’esperienza autotelica, gratificante in sé e per sé. Il Flow ci avvicina – tramite l’esercizio dell’autoefficacia – al concetto di Felicità, quella vetta che l'”effetto ottico” generato dai troppi condizionamenti interni ed esterni spesso ci fa apparire tanto imponente da intimidirci: un Everest